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Uno dei cinque imputati è stato condannato a due anni per disastro ferroviario volontario per l’incidente dello scalo di Dinazzano

Uno dei cinque imputati è stato condannato a due anni per disastro ferroviario volontario. Gli altri quattro sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Alla sbarra c’erano cinque giovani che all’epoca avevano tra i 22 e il 25 anni, uno di Castellarano, quattro di Sassuolo. La sentenza di primo grado per l’incidente ferroviario allo scalo di Dinazzano di Casalgrande, avvenuto la notte tra l’11 e il 12 giugno 2011, arriva a più di sette anni di distanza.

Il giudice del tribunale di Reggio Sarah Iusto ha ritenuto colpevole uno degli imputanti poiché le sue impronte digitali sono state ritrovate sulla locomotiva. Quella locomotiva in sosta che era stata messa in movimento e si era andata a schiantare contro i portoni del capannone della ditta ‘Schenker’, travolgendo altri vagoni vuoti. I danni stimati erano di circa un milione di euro, ma la società Dinazzano Po, proprietaria insieme a Fer dello scalo, non ha fatto richiesta di risarcimenti e non si è costituita parte civile nel processo.

I carabinieri avevano identificato i responsabili grazie ad alcune intercettazioni telefoniche e appunto al ritrovamento delle impronte. Due degli imputati erano dipendenti e si erano licenziati all’improvviso. Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di un gesto di ritorsione nei confronti dei datori di lavoro, che avevano assegnato loro mansioni e turni niente affatto graditi. I cinque ragazzi, che non sono mai stati raggiunti da misure cuatelari, sono difesi dall’avvocato modenese Paolo Petrella: ‘Leggerò le motivazioni e mi riservo di presentare appello contro la condanna – spiega il legale – per noi si è sempre trattato di un gesto colposo e non volontario’. (Servizio di Giulia Gualtieri, Telereggio)


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