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Si tratterebbe di un uomo che da anni lavorava come cuoco in un noto agriturismo di Savignano sul Panaro

Lavorava come cuoco in un noto agriturismo di Savignano sul Panaro, dove viveva da anni. Si stringe sempre di più il cerchio attorno al presunto omicida della donna trovata morta la scorsa settimana a San Donnino a pochi metri dai Laghetti Vivi Natura che al momento si trova in carcere. Su di lui, italiano sulla cinquantina, pendono diverse accuse per altre violenze sessuali. L’uomo avrebbe lasciato tracce sul luogo del ritrovamento del cadavere e dunque dopo alcuni giorni di indagini gli inquirenti sarebbero arrivati a lui. Le ipotesi di reato al momento sono di omicidio pluriaggravato e distruzione di cadavere. Ancora ignota invece l’identità della vittima, quello che pare certo è che si tratta di una donna di giovane età. Difficile il riconoscimento considerando che quello che è stato ritrovato è solo una parte del corpo, presumibilmente il tronco, ed è completamente carbonizzato.
Un luogo, quello del rinvenimento del cadavere, che da anni è terra di nessuno, nonostante sia a pochi metri da via Vignolese e dai laghetti Vivi Natura di San Donnino. Intanto tre magistrati continuano a lavorare su questo terribile crimine, cercando tutte le prove che incastrerebbero definitivamente l’uomo.

“La Procura di Modena registra l’ennesimo omicidio, reato espressione massima di violenza e disprezzo della vita umana – dice il Procuratore Capo di Modena Lucia Musti – Si tratta peraltro di delitti consumati non di criminalità organizzata e, pertanto, difficilmente possono essere oggetto di prevenzione da parte delle Forze dell’ordine. La reazione della Magistratura e della polizia giudiziaria, a fronte del ripetersi di questi reati, è pronta e professionale e ci ha consentito una risposta, anche in tempi celeri, in punto individuazione degli indagati. Assicuriamo tutti il nostro massimo impegno”.


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