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Sono state chiuse le indagini in merito al furto del Guercino di San Vincenzo, l’opera trafugata nell’agosto del 2014

Se da un lato i tempi per riaverlo a Modena si allungano, e non di poco, dall’altro la speranza di presentare il conto ai responsabili si avvicina: sono state chiuse le indagini in merito al furto del Guercino di San Vincenzo, l’opera trafugata nell’agosto del 2014 e ritrovata in Marocco, in pessime condizioni dopo essere stata maldestramente arrotolata in un tappeto, oltretutto verso l’interno ossia sulla parte dipinta, il 30% della quale risulta oggi pesantemente danneggiata. La parte modenese del processo riguarda il solo esecutore materiale, Mustapha Tahir, la cui richiesta di estradizione in Marocco è stata respinta lo scorso anno: scarcerato in attesa di giudizio, Tahir è tornato a condurre una vita normale ed è pentito – ribadisce l’avvocato Domenico Ippolito, che sottolinea come Tahir non si fosse reso conto della gravità del proprio gesto. Tra gli elementi confermati c’è quello sul trasporto del Guercino, finito su una corriera di un vettore Abruzzese senza accompagnatore e da lì giunto in seguito ai quattro rinviati a giudizio in Marocco con le accuse di associazione criminale e ricettazione. Il rinvio a giudizio di Tahir è questione di tempo e la sua difesa ha alcuni giorni di tempo per decidere la strategia con la quale presentarsi di fronte al giudice. Per il resto la “Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”, trafugata dalla chiesa alle porte del Centro Storico e di fatto risultata invendibile al mercato nero, è oggi in attesa dei finanziamenti che potranno garantirne il completo restauro: la sola stabilizzazione dell’opera, processo che le impedisce di deteriorarsi ulteriormente, è avvenuta a Roma ed è durata oltre un anno. E non è da escludere che i colpevoli del furto finiscano in carcere prima che il Guercino rubato possa tornare a casa.


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