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A seguito di una denuncia presentata da Enpa nel 2016, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha aperto un procedimento

A seguito di una denuncia presentata da Enpa nel 2016, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha aperto un procedimento istruttorio per pubblicità ingannevole contro la Società Cooperativa Agricola Gesco, azienda del Gruppo Amadoriche si occupa della produzione e commercializzazione di carni avicole e suine. Lo riferisce una nota dell’Enpa. Sotto accusa sono finite le comunicazioni commerciali con cui la Amadori si vanta sul suo sito web del proprio impegno per la tutela del benessere animale. Secondo l’Autorità invece – da qui l’apertura del procedimento – tale impegno non riguarda l’intera filiera produttiva, ma solo due prodotti di nicchia: il “Pollo Campese” e il “Pollo 10+”. Insieme, essi rappresentano una quota residuale della produzione Amadori ( il 34% del totale. E cioè: 14% per il “Pollo Campese” e 20% per il “Pollo 10+”), che non giustificherebbe in alcun modo generalizzazioni all’intera filiera produttiva dell’impresa. Insomma, l’attenzione al benessere animale sarebbe circoscritta e non dovrebbe essere riferita alla generalità degli allevamenti.

Ma il procedimento del Garante riguarda anche la specifica categoria del “Pollo 10+”. Infatti, contrariamente a quanto scritto dalla Amadori – “maggior spazio in allevamento rispetto ai limiti di legge (con una densità massima di 33 kg per mq rispetto a 39 kg per mq)” – l’Authority rileva che in realtà gli animali non beneficiano di un trattamento di favore poiché il dato citato dall’azienda cesenate (i famosi 33 kg per mq) coincide proprio con il limite fissato dalla nostra normativa (il d.lgs 181/2010) per gli allevamenti di polli. Lungi dall’applicare misure migliorative, la Amadori non farebbe altro che tenersi nel solco fissato dalla legge.

«Il responsabile del procedimento – spiega l’Avvocato Manuela Giacomini, dello Studio Conte&Giacomini di Genova, che rappresenta Enpa davanti all’Autorità – ha 150 giorni di tempo per rimettere gli atti al Collegio di modo che questo possa adottare il provvedimento finale nel quale verrà accertato se, come ritenuto da Enpa, le comunicazioni pubblicate dalla Amadori sul proprio sito web siano tali da indurre in errore i consumatori perché non corredate da elementi circostanziati, precisi e veritieri».

Parallelamente all’istruttoria del Garante, pende attualmente un procedimento penale, “attivato” dall’Enpa mediante una denuncia presentata presso l’autorità competente.

«Confido nella nostra giustizia penale e nel procedimento amministrativo in essere all’Authority, auspicando – dichiara la presidente Carla Rocchi – che i soggetti ritenuti responsabili dalla magistratura siano condannati e che l’azienda sia sanzionata dall’Agcm. Per gli ultimi degli ultimi, cioè per gli animali degli allevamenti, sarebbe un precedente importantissimo. Un deterrente per tutti quei personaggi che a torto ritengono di poter violare impunemente le norme poste a presidio del benessere animale. Naturalmente, l’unico modo per tutelare fino in fondo gli animali è quello di non mangiarli, puntando sui menù veg».


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