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Slitta di una settimana l’apertura per l’infanzia, soluzione temporanea invece per la scuola dell’obbligo. La protesta dei genitori di Serramazzoni

Ci sono paesi, magari isolati o arrampicati sulle vette, che rimangono senza scuole perchè non ci sono abbastanza bambini, o non si trovano gli insegnanti. Ma a Serramazzoni a mancare sono le aule: i bambini ci sono, e nemmeno pochi, gli insegnanti hanno già il gessetto pronto, ma le scuole non possono aprire. Dopo vent’anni di discussioni su quale fosse la scelta migliore per il futuro del complesso scolastico, è arrivata la procura, che ha posto i sigilli e a quanto si apprende ha indagato il sindaco attuale, Claudio Bartolacelli, quello precedente, Roberto Rubbiani, e l’ex assessore ai lavori pubblici Simone Gianaroli, per omissione d’atti d’ufficio. Prima ha fatto chiudere i container delle medie, perchè situati su terreno franoso, poi le materne – che avrebbero potuto ospitare anche i ragazzi sfrattati – per irregolarità alle norme antisismiche. Studenti e bambini, tutti a casa, perchè anche le elementari erano in parte nei container e in parte alle materne. Così il paese adesso le scuole non le ha più. L’inizio delle lezioni per l’infanzia, comunica una nota del Comune, è spostato avanti di una settimana, a lunedì 24 settembre, ma in locali ancora non indicati. Le elementari e le medie avranno invece un avvio regolare, con tanto di pre scuola a richiesta. Ma si capisce che si tratta di una soluzione più temporanea che mai: nella nota si dice solo che parte dei ragazzi andrà nel prefabbricato della palestra e parte nell’ala nuova della scuola dell’infanzia. Il sindaco ringrazia i dirigenti scolastici per la disponibilità che ha permesso di far partire regolarmente le lezioni, “la cosa – ha detto – per me più importante. Ma il primo giorno di scuola alle 9 genitori e studenti si riuniranno davanti ai container sigillati, i ragazzi si siederanno a terra fingendo una lezione all’aperto mentre le attività resteranno chiuse un’ora per solidarietà. Ma c’è da giurare che non finirà qui.


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