in:

E’ ripreso dopo la pausa estiva il maxi processo Aemilia sulla presenza della malavita nella nostra regione

E’ ripreso dopo la pausa estiva il maxi processo Aemilia sulla presenza della malavita nella nostra regione. Ieri i pubblici ministeri Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno ribadito con forza nell’aula bunker del tribunale di Reggio la tesi accusatoria e la presenza dei cosche della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Le udienze sono riprese dopo la pausa estiva e ora il processo si avvia verso le battute finali. Per il pm Ronchi le testimonianze dei pentiti sono attendibili. “Quella emiliana – ha detto il magistrato in aula – è una consorteria con caratteri ordinari nel panorama dell’associazione ‘ndrangheta, possiede una propria autonomia dalla cosca Grande Aracri di Cutro a cui è legata”. Insomma per l’accusa in Emilia, e in particolare nel cratere sismico operavano liberamente affiliati facendo affari con imprenditori locali. Tra questi i modenesi Bianchini per il lavoro con uomini forniti da Michele Bolognino, referente in Emilia della ‘ndrina cutrese. Le arringhe della difesa sono previste nei prossimi giorni. La sentenze del maxi processo che ha visto 148 imputati è prevista per la metà di ottobre.


Riproduzione riservata © 2018 TRC