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L’inchiesta sugli appalti pubblici a Finale Emilia: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Fernando Ferioli

L’inchiesta sugli appalti pubblici a Finale Emilia: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Fernando Ferioli. Per l’accusa avrebbe favorito la gestione di strutture e attività sempre alle stesse persone.
L’inchiesta ebbe un effetto domino sulla politica locale: la giunta azzerata dalla dimissioni in massa e l’annuncio del sindaco a non ricandidarsi alle imminenti amministrative che vennero poi vinte dal centrodestra, dopo 70 anni di tradizione centrosinistra. Dopo il terremoto del 2012, a livello politico il blitz dei carabinieri dell’11 aprile del 2016 fu l’altro evento dirompente per il comune di Finale Emilia. Un’inchiesta sugli appalti pubblici, una serie di perquisizioni nell’ufficio del sindaco Fernando Ferioli, negli uffici della struttura comunale di viale della Rinascita e nelle sedi di diverse associazioni. Sotto accusa la gestione di strutture e attività della città assegnate – per la Procura di Modena – sempre alle stesse persone, senza lo svolgimento di gare d’appalto. L’indagine portò a 14 avvisi di garanzia e ora per tutti è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Per Ferioli e per l’ex assessore alle Attività produttive Angerlo D’Aiello l’accusa è di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falso ideologico e materiale. Nei guai è finito anche l’ex capo dei lavori pubblici Giulio Gerrini, condannato a 2 anni e 4 mesi nel processo Aemilia, unico funzionario nella pubblica amministrazione coinvolto nell’inchiesta sugli appalti post sisma, in attesa del verdetto definitivo della Cassazione. La Procura ha chiesto il processo per 14 persone, altri dipendenti comunali e i beneficiari di questo presunto sistema di favori che avrebbe garanti sempre agli stessi di gestire la bocciofila di Massa Finalese, il bar nel parco di Quartiere Ovest, la fiera campionaria di aprile e il campo di addestramento cani. Ferioli, che si è sempre difeso dalle accuse, alla fine dello scorso anno era stato prosciolto dalla Corte dei Conti nell’ambito di un’altra inchiesta, quella sugli appalti del Comune affidati alla sua società informatica.


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