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Colpito con schiaffi e calci perché l’andamento scolastico non era all’altezza delle aspettative. Chiesto processo per il padre

Costretto a fare le pulizie di casa a forza di percosse inferte con una bacchetta di legno. Colpito con schiaffi e calci perché l’andamento scolastico non era all’altezza delle aspettative. E’ l’incubo vissuto da un ragazzino cinese di appena 13 anni vittima del padre aguzzino che per anni lo ha picchiato sottoponendolo ad una condizione di schiavitù e terrore. Per questi fatti, a conclusione delle indagini è stato chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, un cinquantenne residente a Carpi. Gli accertamenti dei carabinieri hanno portato alla luce una situazione di violenza e sottomissione esercitata dal genitore sul figlio di appena 13 anni. Il ragazzino era costretto regolarmente a fare le pulizie di casa e se osava dire qualcosa o veniva sorpreso a riposarsi erano botte o percosse con una bacchetta di legno, sulla schiena, le braccia, le dita e le gambe Non solo il giovane veniva lasciato per ore solo in casa. Poteva soltanto uscire per andare a scuola ma anche questo momento di libertà aveva spesso conseguenze drammatiche. Bastava un voto basso per fare scattare l’ira del genitore, e ancora botte e calci, almeno dieci gli episodi nel corso dell’ultimo anno scolastico, fino all’intervento dei militari che hanno dato il via alle indagini concluse nei giorni scorsi


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