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Tutte le piste rimangono aperte, anche quella, sebbene meno consistente, dell’allontanamento volontario. In corso verifiche anche alle frontiere

Un prelievo con la carta di credito per fare il pieno di carburante alla barca a Porto Lotti La Spezia prima di salpare sabato pomeriggio, poi più nulla. E’ l’ultima traccia lasciata da Pietro Fogliani, l’imprenditore 55enne di Sassuolo disperso in mare da sabato pomeriggio. La guardia costiera sta proseguendo le ricerche nell’ampio tratto di mare tra La Spezia e Livorno, purtroppo fino ad ora senza esito, ma non viene esclusa del tutto nemmeno la pista dell’allontanamento volontario: per questo gli inquirenti stanno facendo verifiche anche alle frontiere sia in porti che aeroporti. Una pista comunque, quest’ultima, purtroppo meno consistente di quella dell’incidente in mare: il salvagente legato ad una cima finita attorcigliata all’elica della barca fa supporre che Pietro Fogliani abbia voluto fare il bagno e l’imbarcazione potrebbe essere stata sospinta dalla corrente senza che lui potesse raggiungerla, ma siamo solo nel campo delle ipotesi. Amici e parenti sono stati sentiti dagli investigatori. Tutto nella vita dell’imprenditore sassolese sembrava andare bene, soprattutto il lavoro dopo la cessione milionaria della ceramica Serra ad un gruppo britannico e la sua attività come manager all’interno dell’impresa. Una persona riservata ma libera e indipendente. E proprio perché viveva da solo dopo la separazione dalla moglie, anni fa, nessuno ha sollevato l’allarme non vedendolo rientrare domenica sera a Sassuolo. Soltanto martedì pomeriggio, quando la sua barca si è arenata nelle secche di Livorno, sono cominciate le ricerche.


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