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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno arrestato un incensurato sessantenne originario e residente nel reggiano

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno arrestato un incensurato sessantenne originario e residente nel reggiano, ritenuto gravemente indiziato dei reati di pornografia minorile, atti sessuali con minori (anche sotto i quattordi anni) e violenza sessuale aggravata commessa con abuso delle condizioni di inferiorità psichica della vittima, avvenuti tra il 2000 e il 2017. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Tribunale di Bologna, su richiesta della procura.

“Raccapriccianti” sono state definite le immagini e i video rinvenuti dai militari sul PC sequestrato all’indagato.

L’attività investigativa ha trovato origine dalla perquisizione effettuata, qualche mese fa, presso l’abitazione dell’indagato a seguito di una mirata segnalazione acquisita dai militari sul suo conto. In tale sede veniva dunque sequestrato cospicuo materiale informatico idoneo all’archiviazione di file tra cui, in particolare, anche alcune spypen che l’uomo usava per riprendere di nascosto minorenni, anche le stesse parenti, talvolta affidate alla sua vigilanza mentre queste ultime erano intente a spogliarsi nella propria cameretta o a farsi la doccia.

Circa un milione i file illeciti complessivamente rinvenuti, accuratamente celati in oltre 5.000 sottocartelle strutturate sotto forma di “matrioska” e alle quali l’uomo aveva talvolta attribuito denominazioni apparentemente ordinarie. Le analisi dei militari, anche attraverso l’ausilio di un apposito consulente tecnico nominato dal pubblico Ministero, hanno consentito di recuperare altresì migliaia di file immagine e video già eliminati dall’uomo al momento del sequestro.

Si tratta prevalentemente di fotografie e video ritraenti bambine straniere, anche della tenera età di 7/8 anni, evidentemente scaricate dal web, spesso realizzate in maniera professionale in studi fotografici dove le stesse, sotto la guida di un vero e proprio regista, truccate e vestite “ad arte”, effettuano spettacoli erotici sino a rimanere completamente nude e a simulare atti masturbatori, talvolta anche insieme tra loro e con l’utilizzo di innocenti bambole.

Altre migliaia di file ritraggono invece scene di nudo integrale di analoghe bambine, scaricate sempre online e tratte da spiagge nudiste estere o di vita comune (piscine, spogliatoi, spiagge …) e “captate” evidentemente dalla rete dei pedofili per il relativo smercio online a sfondo sessuale .
Gli approfondimenti dei militari hanno tuttavia permesso di appurare che l’uomo oggi arrestato non si era limitato nel tempo all’archiviazione seriale ed ossessiva di materiale pedopornografico scaricato dalla rete ma era evidentemente passato “ai fatti”. Le indagini hanno accertato e documento (anche attraverso le foto e i video “recuperati” nonché con le testimonianze dirette delle bambine coinvolte, alcune oggi già maggiorenni) che l’indagato in passato, approfittando della presenza in casa di parenti minorenni, nonché di amichette di queste ultime, nella propria camera da letto si mostrava completamente, cercando con le piccole vittime il contatto fisico, sotto forma di “innocenti giochi”.

Tra le foto recuperate dai militari e già eliminate dall’indagato sono emerse inoltre immagini terribili: in numerose occasioni infatti l’indagato si è fotografato intento a compiere atti sessuali su una giovane disabile.

Le indagini dei Carabinieri proseguono con l’Autorità Giudiziaria al fine di verificare la provenienza di un così ingente materiale pedopornografico anche attraverso gli organi di cooperazione internazionale di polizia in materia di reati sessuali ai danni di minorenni, al fine di oscurare i siti internet di riferimento nonché garantire, non senza difficoltà, l’identificazione dei pedofili e le minorenni coinvolte.


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