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Avevano aperto un centro estivo senza avere alcuna autorizzazione, ma soprattutto usando uno stabile dichiarato inagibile dopo il terremoto

Avevano aperto un centro estivo, che d’inverno probabilmente funzionava anche come dopo scuola, senza avere alcuna autorizzazione, ma soprattutto usando uno stabile dichiarato inagibile dopo il terremoto del 2012, visti i gravi danni strutturali riportati. Insomma, i gestori, sei cittadini cinesi, oltre a non aver nessun tipo di abilitazione accertata da Comune e Regione per accudire i piccoli, non si preoccupavano nemmeno del fatto che l’asilo avrebbe potuto crollare da un momento all’altro. A scoprire l’attività i carabinieri, insospettiti dalla presenza di persone in un edificio che avrebbe dovuto essere vuoto. I militari di Carpi e Mirandola quando sono entrati nella struttura hanno trovato 70 ragazzini tra gli 8 e i 16 anni, ma uno di appena 5, più o meno divisi tra quelle che dovevano essere tre aule ricreative, ma che in realtà erano stanzoni in precarie condizioni igienico-sanitarie. Si può immaginare che la retta di questo asilo fatiscente fosse decisamente bassa visto il numero di bambini seguiti, ma ovviamente i carabinieri hanno fatto uscire i piccoli in fretta per riaffidarli ai genitori, anche loro tutti cinesi. La casa, di proprietà sempre di un altro cinese di 47 anni, si trova a Mirandola, e il sindaco è stato avvertito perché possa mettere in atto gli interventi del caso ed evitare così che l’asilo trappola possa riaprire di nascosto.


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