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A parlare di Igor l’assassino, che ora che è in carcere sembra tutt’altra persona, è lo psichiatra forense Vittorio Melega

Parla a bassa voce, con tono pacato, sorvegliato da due agenti penitenziari del carcere di massima sicurezza di Zuera, non lontano da Saragozza. Nella sala colloqui dell’istituto di pena Norbert Feher non è più Igor il russo, ma un uomo neutro, e persino educato. A raccontarci questo aspetto dell’uomo accusato dell’uccisione di Davide Fabbri e Valerio Verri e del triplice omicidio in Spagna, è lo psichiatra forense Vittorio Melega, nominato dagli avvocati del serbo, Cesare Pacitti e Gianluca Belluomini. Su di lui, e sulla sua conquistata spiritualità, Melega tiene a precisare: Feher non è un fanatico religioso. Il colloquio, suddiviso in due giornate, è avvenuto in modo naturale, Feher, racconta Melega, è stato a suo agio per tutto il tempo, si è aperto totalmente, ha raccontato la sua vita senza cinismo o freddezza, niente atteggiamenti
estremi o da mostro cinematografico, lo psichiatra bolognese ha colto in lui ordinarietà.


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