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Il Governo ha delegato il sottosegretario Michele Dell’Orco, Intanto smentita la notizia che ci siano indagati nell’inchiesta sui mandanti

“Smentisco tutto”. Con queste due parole il procuratore generale di Bologna Ignazio De Francisci risponde all’articolo del Resto del Carlino secondo il quale l’inchiesta sui mandanti della Strage del 2 agosto 1980 non sarebbe più contro ignoti Secondo le pagine bolognesi del Quotidiano, la Procura generale, che nei mesi scorsi ha avocato a sè il fascicolo mandato verso l’archiviazione da quella ordinaria, avrebbe iscritto alcuni nomi nel registro degli indagati, dopo aver sentito testimoni e aver fatto rogatorie in Svizzera sui conti correnti riconducibili al capo della P2 Licio Gelli, morto nel 2015, condannato per i depistaggi sulla Strage. All’indagine lavorano carabinieri del Ros, Digos e Guardia di Finanza.. Testimoni avrebbero inoltre riferito recentemente di versamenti dai conti riconducibili sempre a Gelli ad ambienti di terroristi di destra. Sarebbe in questo ambito, scrive il Carlino, che sono state fatte le iscrizioni nel registro degli indagati. Ma la Procura smentisce seccamente che il fascicolo sia cambiato. Secondo quanto si apprende dagli accertamenti fatti sarebbero in ogni caso emersi alcuni spunti ritenuti interessanti, dall’analisi dei flussi di denaro. Manca però un collegamento con gli esecutori materiali della Strage, gli ex Nar Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, già condannati in via definitiva, Gilberto Cavallini, attualmente a processo come ‘quarto uomo’ a 38 anni di distanza dalla Strage che fra pochi giorni sarà ricordata con la tradizionale commemorazione. Il Governo intanto ha delegato il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture Michele Dell’Orco a partecipare alle celebrazioni. Per il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi ogni esponente dell’esecutivo è benvenuto. Col governo Renzi era stato avviato il percorso per la declassificazione degli atti sulle stragi, in modo da togliere il segreto di Stato; il nuovo governo non ha ancora affrontato la questione, l’appuntamento del 2 agosto potrebbe essere il momento opportuno per accelerare quegli impegni, tra cui anche le richieste di risarcimento.


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