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E’ allarme aria inquinata nel ferrarese. Il rogo alla ex Falco di Codigoro, scoppiato sabato pomeriggio, continua a bruciare

E’ allarme aria inquinata nel ferrarese. Il rogo alla ex Falco di Codigoro, scoppiato sabato pomeriggio, continua a bruciare e si prevede che andrà avanti per settimane. A prendere fuoco circa 180mila metri cubi di legname e scarti, un enorme cumulo di rifiuti nell’area dietro allo stabilimento in ristrutturazione. Le prime ore sono state le più difficili per i residenti, che non sono riusciti a dormire per il fumo e l’odore acre nell’aria. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza il perimetro e poi, a sostituirli, sono arrivati gli operai di una ditta specializzata, contattata dai proprietari dello stabile. Lunedì i residenti, preoccupati, hanno iniziato a chiedere spiegazioni, ma da un incontro avvenuto in prefettura non è emersa alcuna emergenza. Martedì, però, un’ordinanza del sindaco Alice Zanardi ha raccomandato di tenere porte e finestre chiuse, di non accendere condizionatori con prese d’aria esterne, di non fare sforzi e di non raccogliere frutta e verdura. I canali di scolo attorno alla ex Falco sono stati chiusi e la ditta incaricata ha creato un bacino artificiale dove viene raccolta l’acqua spruzzata sul rogo e riutilizzata a ciclo continuo. Ma per lo spegnimento completo i tempi sono ancora lunghissimi. Intanto i vigili del fuoco sono pronti a intervenire anche da Bologna con una ‘mega’ autobotte da 25mila litri.


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