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E’ stato convalidato l’arresto per l’operatore socio sanitario arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere estorto del denaro ad un giovane disabile ospite di una struttura di Mirandola

Obbligo di firma e divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dal ragazzo. E’ questa la decisione del giudice per l’operatore sanitario accusato di estorsione aggravata nei confronti di un ospite della struttura per disabili Arcobaleno di Mirandola. Il gip ieri ha convalidato l’arresto ma ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari avanzata dal pm disponendo per l’uomo, incensurato, misure meno restrittive in attesa del processo. Processo che si celebrerà la prossima settimana con rito direttissimo. Una vicenda sconvolgente quella che ha portato all’arresto da parte dei carabinieri del 39enne di Mirandola in servizio alla struttura Arcobaleno dove Fabio, 42enne di Cavezzo affetto da sindrome di down, trascorreva tutte le sue giornate e dove, secondo l’accusa, veniva minacciato e in più occasioni picchiato dall’operatore che doveva prendersi cura di lui. Secondo gli inquirenti l’uomo minacciava di allontanare il giovane dalla struttura se non gli consegnava del denaro che il ragazzo prelevava dal portafogli della madre. E’ stata la donna, accortasi degli ammanchi, a rivolgersi ai carabinieri che ieri hanno arrestato in flagrante l’operatore che aveva appena intascato dal giovane una banconota, l’ennesima, da 20 euro


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