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I carabinieri hanno arrestato un operatore sanitario che lavorava in una struttura per ragazzi disabili. L’uomo aveva preso di mira un ragazzo down

I carabinieri hanno arrestato un operatore sanitario che lavorava in una struttura per ragazzi disabili. L’uomo aveva preso di mira un ragazzo down e lo costringeva a rubare soldi alla madre e poi a consegnarglieli quando tornava nella struttura dove il ragazzo veniva seguito. L’accusa per l’operatore sanitario è estorsione aggravata. E’ accaduto a Mirandola.

Lui si chiama Fabio, ha 42 anni, è di Cavezzo, questa mattina ha voluto incontrare gli uomini in divisa che l’hanno tolto da un incubo che durava da un anno, un incubo che aveva il volto della persona che doveva accudirlo e che invece ha mostrato un’altra faccia, quella delle minacce e delle percosse. La storia ci porta da Mirandola alla struttura Arcobaleno che si occupa di accoglienza alle persone disabili. E’ lì che i Fabio, affetto da sindrome di down, trascorre le sue giornate ed è lì che i carabinieri hanno arrestato un operatore socio sanitario, un 39enne mirandolese con l’accusa di estorsione aggravata. La vicenda ha inizio nel settembre dell’anno scorso quando la madre del ragazzo si accorge di ammanchi di denaro dal suo portafogli, sono banconote di piccolo taglio ma gli episodi si ripetono nel tempo e la donna si decide a parlare con il figlio, a chiedergli se è lui a prendere il denaro. Il giovane inizialmente non parla poi di fronte agli assistenti sociali scoppia in lacrime raccontando quello che da tempo doveva subire, facendo emergere una verità sconvolgente. I carabinieri entrano allora in azione con una trappola: consegnano a Fabio 20 euro fotocopiate e attendono che l’assistente si faccia avanti. Cosa che puntualmente avviene, il giovane istruito dai militari, una volta consegnata la banconota, chiama la madre che si trova in caserma e scatta il blitz. I militari trovano i 20 euro in tasca all’operatore che viene arrestato. La struttura risulta estranea ai fatti ma i carabinieri vogliono ora verificare che vi siano altre vittime dell’operatore aguzzino. Intanto Fabio è tornato a sorridere.

«In 36 anni di vita della nostra cooperativa non era mai accaduto un episodio del genere e siamo tutti choccati». Lo afferma il presidente della cooperativa sociale Domus Assistenza di Modena commentando l’arresto di un operatore socio-sanitario che lavora presso il centro per disabili Arcobaleno di Mirandola, gestito in appalto dalla cooperativa. “Abbiamo cautelativamente sospeso questo operatore e, se le sue responsabilità saranno confermate, procederemo al licenziamento per giusta causa, come previsto dal nostro regolamento – dichiara De Vinco – Nel frattempo abbiamo informato il nostro organismo interno di vigilanza (Odv), previsto dal protocollo di applicazione del dlgs 231 del 2001, per occuparci del caso e prendere i relativi provvedimenti per evitare che si ripetano episodi di questo tipo”.


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