in:

Era transitato per tre mesi tra Bologna e Modena uno dei quattordici foreign fighter arrestati da Finanza e Polizia di Stato questa mattina in quattro regioni d’Italia

Un canale di finanziamento nazionale per attività terroristiche, provvidenzialmente stroncate alla radice. Meccanismo che coinvolgeva quattordici persone, quasi tutte siriane e tutte finite in manette, in quattro regioni d’Italia: Lombardia e Sardegna, con Brescia e Cagliari punti di riferimento principali, e ancora Veneto e pure l’Emilia-Romagna, regione in cui risiedeva tra vari spostamenti Chaddad Ayoub, uno degli arrestati, Foreign Fighter ben noto alle autorità internazionali che aveva lavorato per tre mesi a Crespellano presso il centro smistamento del corriere GLS, formalmente assunto dalla società CLT Consulting. L’inchiesta dal titolo “foreign fighters”, condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato, ha coinvolto le direzioni distrettuali antimafia e ha tracciato pure flussi di denaro derivanti dalla tratta dei profughi attraverso i Balcani. Altre sedici persone sono state iscritte nel registro degli indagati e c’è anche un’italiana, Cristina Agretti, moglie di uno degli arrestati e che avrebbe agito come corriere internazionale del denaro. L’importo raccolto in tutta Europa, dall’Olanda all’Austria fino all’Ungheria, ma anche in Siria Turchia e Libano per un totale di 2 milioni di euro, sarebbe andato a finanziare gli armamenti del fronte Al Nusra. Tra gli arrestati quattro sono accusati di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, incluso proprio quel Chaddad Ayoub transitato per qualche mese alla guida del furgone di un corriere nel nostro territorio.


Riproduzione riservata © 2018 TRC