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E’ ufficiale, riapre il Cie di via Lamarmora a Modena, chiuso da tempo. Diventerà un Cpr, Centro di permanenza per i rimpatri, quelli stabiliti dal decreto Minniti

E’ ufficiale, riapre il Cie di via Lamarmora a Modena, chiuso da tempo. Diventerà un Cpr, Centro di permanenza per i rimpatri, quelli stabiliti dal decreto Minniti relativi ai clandestini. A comunicarlo la prefettura, che ha anche annunciato per la prossima settimana una riunione ad hoc del comitato per la sicurezza pubblica. Ci vorranno ovviamente mesi per la vera riapertura, la struttura ha bisogno di lavori di manutenzione e sarà necessario indire un bando per la gestione. Che la scelta sarebbe caduta su Modena era abbastanza scontato, da mesi se ne parlava.

I nuovi Centri sostituiranno i Cie, così ha deciso il decreto dove si specifica anche che ci sarà un solo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto d’Asilo. Minniti a suo tempo aveva dichiarato: la sicurezza urbana va intesa come un grande bene pubblico. I Cpr, aveva stabilito il governo, dovranno essere uno per regione. In Emilia Romagna già costruiti c’erano a Bologna – attualmente hub di smistamento per i profughi – e a Modena, aperto come Centro di permanenza temporanea nel 2003, fortemente voluto all’epoca dai cittadini. Nel 2008 diventa Centro di identificazione ed espulsione. A Modena il centro aveva chiuso nel 2013, dopo la gestione fallimentare della cooperativa siracusana l’Oasi che aveva vinto il bando al massimo ribasso, finendo poi dopo pochi mesi a non avere nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. In precedenza la gestione era in mano alla Misericordia. Il Cie era stato al centro di infinite polemiche non ultima il fatto che gli organici di polizia a Modena non erano adeguati, tanto che nell’ultimo periodo il controllo della struttura fu affidato all’esercito. Per questo il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, punta i piedi: “La struttura riaprirà solo quando le forze dell’ordine avranno organici adeguati all’ulteriore aggravio di lavoro”. E c’è da giurare che le polemiche sono solo all’inizio.

Solo poco tempo fa il sindaco di Bologna, Virginio Merola, aveva candidato la struttura di via Maffei come Cpr, se Modena avesse chiesto con forza di essere esentata, allungando i tempi dell’apertura. Perchè, secondo il primo cittadino bolognese, era un servizio di cui c’era urgentemente bisogno.

 

 

 

 


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