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Consip, nuove dichiarazioni del procuratore di Modena Lucia Musti. Intanto anche il PM Woodcock finisce nel registro degli indagati

Ieri è stato il giorno del botta e risposta modenese, mentre oggi il polverone è tornato a sollevarsi in tutta Italia col PM Henry John Woodcock indagato a sua volta, per falso. Il caso Consip torna a lambire la Ghirlandina perché oltre alle possibili correlazioni con le indagini per tangenti sugli ex vertici di CPL Concordia – a processo il 17 novembre – c’è proprio il Procuratore Capo di Modena Lucia Musti tra gli accusatori di Woodcock. Questa mattina Repubblica ha pubblicato nuovi stralci delle dichiarazioni da lei rese al Consiglio Superiore della Magistratura: testimonianze di “intercettazioni fatte con i piedi, roba da marziani” si cita testualmente; nuovi dettagli anche sulle responsabilità del Colonnello Ultimo e di Gianpaolo Scafarto, l’ufficiale dei Carabinieri accusato di aver manomesso le trascrizioni delle intercettazioni di Tiziano Renzi, padre di Matteo, che i due secondo la Musti volevano “colpire a tutti i costi”. “Woodcock fornì a Scafarto i DVD contenenti gli atti dell’inchiesta su CPL Concordia in merito alla metanizzazione di Ischia” ha raccontato la Musti al CSM; “DVD privi di sigilli e di alcuna delle cautele che spettano ad atti d’indagine”. Per il Procuratore modenese, Scafarto e De Caprio – vero nome del Colonnello Ultimo – erano “assolutamente spregiudicati” nella conduzione dell’indagine. Ed ecco i dettagli che hanno portato al fascicolo per falso contro Woodcock: “L’informativa entrava subito nel merito” prosegue la Musti, “Mai vista una così, senza gli indagati e i reati in testa”. E ancora: “Scafarto veniva per conto di Woodcock, che mi chiamò per dirmi ‘ti mando Scafarto’”. Infine sull’intercettazione poi pubblicata tra il Generale della Finanza Adinolfi e Matteo Renzi: “ero molto arrabbiata” conclude la Musti, “mi chiesi in che pasticcio ci avevano cacciato”. Ora Scafarto e Ultimo dovranno rispondere delle presunte pressioni, del caso Consip definito come una “Bomba per arrivare a Renzi”, con toni che il procuratore di Modena definisce “da esagitati, in delirio di onipotenza”. “Scoppierà un casino” le aveva preannunciato Scafarto, a quanto pare, cogliendo nel segno.

Le nuove rivelazioni su Consip hanno scatenato forti reazioni politiche: esponenti di PD, Scelta Civica e ALA hanno parlato di un contesto da “eversione” o “tentato colpo di Stato”. Dura anche la reazione di Matteo Renzi


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