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Due bolognesi di 19 e 20 anni saranno chiamati dalla Procura della città romagnola proprio per un riconoscimento

Potrebbero essere loro le prime vittime dei quattro accusati degli stupri e delle violenze messe a segno a Rimini nella notte del 25 agosto. Due bolognesi di 19 e 20 anni saranno chiamati dalla Procura della città romagnola proprio per un riconoscimento fotografico dei quattro: il 20enne congolese, detenuto nel carcere locale, il nigeriano di 16 anni e i fratelli marocchini di 15 e 17 passati invece dal carcere del Pratello. Secondo le prove in mano agli investigatori della squadra mobile riminese, li avrebbero incontrati prima che questi violentassero la turista polacca, picchiassero e rapinassero l’amico di quest’ultima e stuprassero la transessuale peruviana. I due turisti di Bologna quella notte verso l’una e mezza stavano infatti camminando sul lungomare di Rimini dal bagno 20 al 24, quando sono stati accerchiati da quattro ragazzi. Il 19enne è stato quindi rapinato del cellulare e all’indomani i due bolognesi hanno presentato denuncia alla polizia. La descrizione dei rapinatori coincide con quella dei 4 del branco ora dovranno riconoscerli formalmente, anche perché il telefonino sottratto al 19enne è lo stesso ritrovato in possesso del congolese al momento dell’arresto. Saranno quindi almeno 3 le rapine contestate al 20enne e ai suoi complici, per il solo maggiorenne scatterà però anche l’aggravante per essersi avvalso di minori. Il tutto oltre al colpo già noto ai danni di una coppia di Milano avvenuto il 12 agosto sempre a Miramare. “Al processo sarò in aula.Voglio guardarli in faccia tutti e quattro – ha annunciato intanto la trans peruviana vittima delle violenze nel corso di un’intervista concessa a Matrix – Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la polizia. Ora aspetto la sentenza e la pena più alta. Anche se mi dispiace per i ragazzini perché sono stati manipolati dal più grande, dal congolese”. La donna ha anche raccontato che ha fatto di tutto per poter poi riconoscere il più grande del gruppo: “Gli ho strappato apposta il cappellino e ho potuto vedere che era rasato completamente”, ha detto agli inquirenti nella sua testimonianza


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