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“Al processo, sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro” ha detto la prostituta vittima di stupro

“Al processo, sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro. Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare la polizia. Ora aspetto la sentenza e la pena più alta. Anche se mi dispiace per i ragazzini, perché sono stati manipolati dal più grande, dal congolese. Finiscono in cella così piccoli: che brutto modo per cominciare una vita”. E’ un passaggio dell’intervista a Matrix della prostituta trans peruviana, una delle vittime del gruppo di stupratori in azione a Rimini la notte tra il 25 e il 26 agosto, che ha anche stuprato una giovane polacca e picchiato il ragazzo che era con lei. La testimonianza della donna, assistita dagli avvocati Enrico Graziosi e Stefania Urbinati, è stata importante per gli inquirenti, per tracciare l’identikit dell’unico maggiorenne subito da lei indicato come il ‘leader del gruppo’, il congolese di 20 anni che potrebbe essere processato entro pochi mesi. Ma la donna avvisa anche che non si possono accusare tutti gli stranieri per il comportamento di pochi.
Intanto si apprende che potrebbero essere stati due giovani bolognesi i primi a finire nel mirino del branco durante la notte brava.
Due ragazzi di 19 e 20 anni saranno chiamati dalla Procura di Rimini ad un riconoscimento fotografico dei quattro. I due bolognesi potrebbero essere, secondo le prove in mano agli investigatori della squadra mobile, le prime vittime di quella sera: quella notte verso l’1.30 stavano camminando sul lungomare di Rimini dal bagno 20 al 24, quando sono stati accerchiati da quattro ragazzi. Il 19enne è stato quindi rapinato del cellulare e all’indomani i due bolognesi hanno presentato denuncia alla polizia. La descrizione dei quattro che li hanno rapinati coincide con quella dei 4 del branco.


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