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Svolta nelle indagini sui due stupri nella notte da incubo vissuta tra venerdì e sabato scorsi a Rimini: la prostituta ha riconosciuto il branco nelle immagini

Svolta nelle indagini sui due stupri nella notte da incubo vissuta tra venerdì e sabato scorsi a Rimini. La prostituta transessuale peruviana ha riconosciuto senza ombra di dubbio i quattro uomini del branco che l’ha aggredita a Miramare. Negli ambienti investigativi vige il massimo riserbo ma sembra che la transessuale abbia visto le immagini elaborate da polizia scientifica e squadra mobile e abbia senza dubbio identificato chi l’ha stuprata, dopo aver violentato a turno una turista polacca e aggredito l’amico sulla spiaggia del Bagno 130 sempre di Miramare. Intanto in queste ore in tribunale a Rimini si sta tenendo un incontro tra squadra mobile magistrati italiani e polacchi. Le autorità polacche con rogatoria internazionale hanno chiesto di poter accedere gli atti. I due turisti polacchi (ancora in ospedale, pare saranno dimessi lunedì) saranno nuovamente verbalizzati dagli agenti italiani e polacchi.
Non si spengono nemmeno le polemiche sul giovane mediatore culturale, ora sospeso dalla cooperativa bolognese dove lavorava, che aveva minimizzato – prima – l’accaduto, giustificando – poi – le sue parole dicendo che voleva solo reagire ai continui attacchi agli immigrati. La violenza sulle donne “è sottovalutata, soprattutto dalle istituzioni. Sul caso interviene anche l’associazione Dire, la rete degli 80 centri antiviolenza: “Non abbiamo alcuna reticenza – prosegue Dire – nel segnalare casi come quello del mediatore culturale che sulla sua bacheca Fb ha scritto che in caso di stupro la donna dopo una iniziale resistenza si rilassa e se la gode. E’ particolarmente grave poiché la mediazione fra la nostra cultura e quella di altre comunità che scelgono di trasferirsi nel nostro Paese ed accettarne le regole deva avere come punto cardine il rifiuto netto di ogni forma di violenza contro le donne. I mediatori culturali sono tenuti a conoscere e rispettare le nostre leggi e i valori della convivenza civile proprio perché è loro compito specifico trasmetterli e aiutare altri ad assimilarli e comprenderli. Segnaliamo però anche che, su quella stessa bacheca, molti sono i commenti entusiasti dei maschi italiani”. Dire, però sottolinea anche che “Dal Governo non viene una parola di condanna, tacciono gli esponenti politici, tacciono le istituzioni che finanziano la cooperativa che ha assunto un mediatore culturale per cui lo stupro è un rapporto sessuale come un altro”. In particolare, sullo stupro di Rimini “invece di suscitare reazioni di sdegno è stata occasione di una ulteriore campagna di odio. Condanniamo chi strumentalizza la violazione dei corpi delle donne per criminalizzare i migranti. Ricordiamo che in Italia gli stupri e i femminicidi sono commessi soprattutto da italiani”.


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