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Era stata prelevata dall’Hub di Bologna da due connazionali, in manette due nigeriani

Hanno sequestrato e poi violentato una giovane minorenne, loro connazionale, arrivata in Italia lo scorso luglio. Ieri la Polizia di Stato di Bologna ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP nei confronti di due cittadini nigeriani accusati del sequestro e degli abusi.
La Squadra Mobile di Bologna, con la collaborazione di quella di Caserta, ha rintracciato i nigeriani all’interno di una abitazione di Casapesenna dove per circa due settimane la giovane era stata tenuta segregata subendo violenze fisiche e psicologiche.
Giunta in Italia, la ragazza era stata collocata presso l’Hub di Bologna e successivamente prelevata da due suoi connazionali che l’hanno portata con la forza in provincia di Caserta chiedendo per la sua liberazione la somma di 2000 euro.

Dalla Nigeria all’Italia con per lavorare in sartoria. Una ragazza minorenne ha lasciato il suo villaggio per aiutare la famiglia, prima di partire è stata sottoposta anche al rito “juju”, formula magica tribale che annuncia disgrazie a chi non onora il debito economico contratto per pagare il viaggio. Prima tappa la Libia, dove la giovane ha subito abusi, poi l’imbarco verso le coste italiane dove arriva il 15 luglio. Da Salerno, il contatto con una “madame” per il lavoro – come avviene per molti migranti – e l’arrivo all’Hub di via Mattei: qui è stata avvicinata da due connazionali, i fratelli Stanley – già stato nella struttura bolognese nel 2015 – e Joshua Irabor di 19 e 22 anni incensurati – ieri arrestati su ordine del gip di Bologna Alberto Ziroldi – che l’hanno fatta salire su un pullman e portata nel Casertano dove l’hanno sequestrata per chiedere un riscatto. La chiamata per il denaro è stata fatta a una cugina in Spagna a metà luglio che si è rivolta all’Interpol che ha avvertito la Squadra Mobile della Questura.


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