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Pressing sulla comunità magrebina. In città sono arrivati i giornalisti polacchi

Proseguono serrate e senza sosta, a Rimini, le indagini per individuare i quattro componenti del
branco che, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, prima ha stuprato sulla spiaggia di Miramare una turista polacca e picchiato e rapinato l’amico che era con lei e poi ha abusato di una prostituta transessuale sulla Statale. Nella prima mattinata gli uomini della Polizia Municipale e della Polizia di Stato sono tornati a setacciare le colonie e gli stabili abbandonati sul confine tra Miramare e Riccione e l’hotel ‘Le Conchiglie’, anch’esso abbandonato. A quanto appreso, si cerca di mettere pressione sulla comunità magrebina, così da spingere a collaborare con le forze dell’ordine chi possa essere a conoscenza di elementi per rintracciare i quattro giovani protagonisti delle aggressioni. A Rimini, dove sono attesi in Questura il console polacco in Italia e investigatori di Varsavia per collaborare con i colleghi riminesi, giornalisti televisivi del Paese dell’Est hanno preparato una postazione, per i collegamenti video, fuori dal Palazzo di Giustizia della città romagnola. Intanto si apprende che i quattro sarebbero stati ripresi dalle telecamere, poi riconosciuti dalle vittime quali autori delle violenze. Si pensa a spacciatori, che frequentano le discoteche e vivono stabilmente in riviera, potrebbero essere gli autori anche di una molestia ai danni di una coppia di Varese il 12 agosto, ma i due erano riusciti a scappare. E ci sarebbero anche due persone che hanno incrociato il branco in fuga venerdì scorso.

Intanto sulle violenze avvenute in Riviera non si placano le polemiche relative alle parole di Abid Jee, un 24enne mediatore culturale pachistano dipendente della cooperativa sociale bolognese Lai-Momo – che lo ha sospeso dal lavoro – il quale aveva commentato in maniera ingiuriosa, sulla pagina Facebook de ‘Il Resto del Carlino’, gli stupri avvenuti a Rimini. Lo stesso quotidiano, nell’edizione odierna, racconta come il 24enne
avesse postato un secondo commento, poi cancellato come il primo, dicendo “Perdonatemi. La maggior parte delle persone attacca gli immigrati che non sono tutti uguali”.

La regione, augurandosi che presto vengano rintracciati i colpevoli, annuncia già che in caso di processo si costituirà parte civile.

 


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