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E’ stato sospeso e rischia il posto di lavoro il 24 enne dipendente della cooperativa Lai Momo di Sasso Marconi che ha postato il commento

“Lo stupro è peggio ma solo all’inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale”. Abid Jee è perfino più esplicito, nel suo commento con l’agghiacciante teoria sullo stupro di Rimini, che pubblica sulla pagina Facebook de Il Resto del Carlino. Ma non resta solo una follia vomitata sul web, dove è rimasta visibile pochi minuti. Perché il 24enne pakistano lavora a Bologna per la Cooperativa Lai-Momo, che si occupa di accoglienza e integrazione di rifugiati e richiedenti asilo. Ruolo apparso subito incompatibile a tutti, a partire dalla stessa cooperativa, che ha immediatamente preso provvedimenti. In una nota, nella quale si esprime ferma condanna e assoluta distanza dalle affermazioni di Jee, la Lai Momo parla di immagine gravemente danneggiata e conferma di aver avviato una procedura disciplinare, sospendendolo in via cautelativa da ogni attività lavorativa. Il 24 enne è titolare dal 5 agosto di un contratto di sostituzione a tempo determinato, dopo una collaborazione occasionale iniziata lo scorso dicembre.
Ma intanto la bufera politica si era già scatenata. La senatrice del partito democratico, Francesca Puglisi, sostiene che non ci possa essere tolleranza di fronte a certe parole. Lo stesso Comune, con l’assessore al Welfare, Luca Rizzo Nervo, ha chiesto l’allontanamento di Jee. <Parole di una gravità inaudita>, scrive l’assessore. Rizzo Nervo parla di necessarie competenze umane, invitando a non strumentalizzare. Le opposizioni però erano andate all’attacco, il caso diventato nazionale. Esplicito il leader leghista, Matteo Salvini che dice <Io lo rispedirei a casa a calci> negli attributi, anche se l’espressione è più colorita. Salvini però ha dovuto fare i conti con la cacciata dal suo movimento in Puglia, Noi con Salvini, del coordinatore cittadino di San Giovanni Rotondo, Saverio Siorini, macchiatosi di un’altra frase terribile. <quando un fatto come quello di Rimini dovrà accadere alla presidente della Camera Boldrini e alle donne del Pd” si è chiesto sul suo profilo facebook. Tornando a Bologna, il numero uno regionale di Forza Italia, Massimo Palmizio, denuncia nelle parole del mediatore culturale <istigazione alla violenza. Valori che non ci appartengono e che dobbiamo respingere>. La consigliera leghista, Lucia Borgonzoni – come fa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – invoca la galera per chi scrive certe cose. E invita a rivedere la posizione del pakistano in Itali, chiedendo una presa di posizione forte del mondo islamico bolognese. Yassine Lafram, che lo rappresenta, parla di frase orrenda, invitando però a non associare il caso alla comunità islamica.


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