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Ci sono tre indagati per il presunto caso di discriminazione razziale verificatosi lo scorso 13 gennaio

Ci sono tre indagati per il presunto caso di discriminazione razziale verificatosi lo scorso 13 gennaio nella discoteca Kyi di Baggiovara, affittata allora per un evento da una società che avrebbe creato due file d’ingresso distinte per persone di pelle bianca e di colore. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti un consigliere della società di servizi legata al locale, l’amministratore e un PR, giovanissimi questi ultimi. Abi Zar, un 27enne di origini ghanesi residente a Londra, ma cresciuto a Cavezzo, ha denunciato di essere stato invitato dallo staff del locale a cambiare fila, lasciando quella in cui aspettava di entrare coi suoi amici – tutti bianchi, per la cronaca; ed era stato poi contattato da un altro ragazzo di colore, Jeffrey Boateng, che era stato vittima di un episodio simile il 6 gennaio, aggiungendo che un addetto alla sicurezza avrebbe fatto riferimento senza mezzi termini a una “fila apposita per extracomunitari”. Nel corso delle indagini sono emersi altri dettagli, ad esempio l’intenzione di rendere difficile l’accesso al locale anche a ragazzi particolarmente giovani, e numerose testimonianze di conferma. Infine Abi Zar aveva fornito un file audio, registrato da uno degli organizzatori e inviato ad altri via WhatsApp, nel quale venivano esplicitamente definiti “non graditi” gli stranieri e i 18enni, ai quali sarebbe stato riservato un trattamento economico peggiore, 25 euro l’ingresso senza consumazione. Tutto agli atti, adesso. Il PM Claudia Natalini ha notificato la chiusura delle indagini e procederà per atti discriminatori; alle accuse i tre indagati hanno preferito non rispondere, ma la linea difensiva è quella della non sussistenza del fatto: il trattamento peggiorativo e la fila a parte sarebbero stati riservati “solo a chi aveva creato problemi in passato”, secondo la memoria difensiva. La vicenda si sposta ora dalle porte della discoteca a quelle del tribunale.


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