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Arriva la conferma che le taniche abbandonate da cui tutto era partito sono state dimenticate

Arrivano i primi riscontri delle indagini portate avanti dalla Polizia di Stato dopo l’allarme bomba, che si è rivelato poi infondato, in stazione a Bologna nella serata di martedì. E soprattutto arriva la conferma che le taniche abbandonate da cui tutto era partito sono state dimenticate. Già nelle prime ore successive alla segnalazione del pacco sospetto a bordo del  regionale Milano-Ravenna, si era scoperto che le taniche contenevano diluente per sanificazione. E ora si sa anche che il liquido era stato prodotto in un’azienda di Lodi, un dipendente stava trasportando le due taniche in cui erano contenute perché avrebbe dovuto consegnarle a Parma, ad un’altra azienda che ne aveva fatto regolare ordine. Sceso come previsto alla stazione della città emiliana, però, l’uomo le ha scordate a bordo, sulla cappelliera di uno dei vagoni dove erano state sistemate a inizio viaggio. L’allarme bomba aveva causato la chiusura al pubblico a scopo precauzionale della parte centrale della stazione, con il blocco dei binari dall’1 al 7 e treni ‘scudo’ posizionati ai due estremi per circa due ore, dalle 21.30 alle 23.30. E anche ritardi medi di circa 20 minuti per 13 convogli. I passeggeri del Milano-Ravenna sono stati invece spostati su un treno sostitutivo arrivato a destinazione con un’ora di ritardo. Tutto per una semplice dimenticanza.

 

 

 

Non si sono invece preoccupati più di tanto di essere derubati, né dell’allerta attentati e dei divieti di lasciare in giro bagagli abbandonati: dovendo aspettare qualche ora la partenza del loro pullman, hanno appoggiato le loro valigie nel piazzale dell’Autostazione di Bologna e sono andati a fare una passeggiata in centro. Il gesto, che ha rischiato di fare scattare l’ennesimo allarme bomba, è costato una denuncia a una coppia di turisti bulgari: lei 51 anni, lui 31. E’ stato il capostazione ad avvertire la Polizia, ieri pomeriggio, dopo avere notato i due trolley vicino a un muro, senza nessuno accanto. Prima di chiamare gli artificieri e fare scattare le procedure di allerta, gli agenti si sono accorti che sulle valigie c’erano le etichette con nome e numero di telefono dei proprietari. Una telefonata ha permesso di scoprire che i due turisti erano a passeggio.


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