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Saranno 23 gli interventi di recupero urbano sbloccati grazie al decreto Sblocca Modena. Due le chiavi: la partecipazione pubblico-privato e la riqualificazione di zone già urbanizzate e in degrado.

Ventitré interventi di rigenerazione urbana: è il decreto Sblocca Modena, che impegnerà due milioni seicentomila euro per azioni di recupero edilizio, riqualificazione e urbanizzazione. Contributi straordinari, frutto di entrate comunali dirette e partecipazioni private, consentiranno di mettere mano ad alcuni punti strategici. Opere che, precisa Piazza Grande, non aumenteranno il territorio urbanizzato della città di Modena rispettando quindi il nuovo piano urbanistico anche nelle superfici. Tra le richieste spicca l’intervento, di cui si parlerà presto in Consiglio comunale, dell’area in disuso che si trova al 621 di via emilia ovest, da tempo teatro di forte degrado con oggetti di ogni tipo abbandonati ovunque. In via Cabassi alla Madonnina nascerà un punto vendita commerciale dove il privato contribuirà al recupero dei dintorni; stessa situazione a Palazzo Prora, all’angolo tra le vie Giardini e Amendola; all’ex Arbe Grafiche di via Emilia Ovest nascerà un emporio del fai da te, e il nuovo occupante contribuirà alla costruzione di una nuova rotatoria; intervento partecipato pubblico-privato anche all’altezza di via Amundsen dove grazie alla creazione di un punto vendita verranno ultimati l’innesto stradale e la pista ciclabile in prossimità del cavalcavia della Madonnina, oltre a una nuova strada di collegamento con parcheggi pubblici a beneficio di una scuola e di un asilo nei paraggi; ai cancelli di partenza pure la riqualificazione della fermata di Gigetto all’ospedale Policlinico in via Scanaroli. Le richieste formali per l’attuazione di queste e altre opere passeranno presto al vaglio del Consiglio Comunale. Condizione necessaria per l’approvazione degli interventi legati allo Sblocca Modena è il recupero dell’esistente con interventi di efficientamento sia energetico che della sicurezza sismica.


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