in:

Il giovane stava percorrendo via Scartazza, alla guida della sua Fiat Punto, che all’improvviso è uscita di strada verso il fossato

Sull’asfalto non ci sono nemmeno i segni della frenata, nel fosso che costeggia la strada, frammenti di carrozzeria, quello che resta di un impatto devastante che ha spezzato la vita di Matteo Zamboni, vent’anni ancora da compiere.

 

 

 

 

 

 

 

Erano circa le 3,30 in via Scartazza a Modena, a quell’ora probabilmente deserta. Matteo Zamboni è solo alla guida del sua Fiat Punto, procede da San Damaso verso la via Emilia. Difficile persino per la polizia municipale, intervenuta per i rilievi, ricostruire quello che è accaduto in quegli attimi. Distrazione? Colpo di sonno? Non cambia il finale di una tragedia che ha interrotto una vita sul più bello e ha devastato una famiglia. Quello che è certo è che il giovane ha perso il controllo della sua auto sbandando e volando contro un ponticello di cemento che delimita l’ingresso di una cava. Un impatto violentissimo, che non gli ha lasciato scampo. A notare l’auto fuori strada è stata una guardia giurata di passaggio che ha dato l’allarme. Sul posto i vigili del fuoco, ambulanze del 118 e vigili urbani ma nulla, purtroppo, si è potuto fare per il giovane, probabilmente morto sul colpo. Matteo Zamboni viveva con i genitori a San Lazzaro di Savena, nel bolognese, la famiglia è conosciuta per i negozi d’abbigliamento Kissdonna e Kissuomo. Lui aveva frequentato l’istituto tecnico Aldini Valeriani Siriani, ma la sua passione erano i viaggi e la fotografia, passioni che documentava sul suo profilo Facebook. E oggi è proprio al social network che un cugino affida l’ultimo ricordo: “Tu hai sempre dovuto e voluto guardare le cose da un’altra angolazione, cercando il bello. E il bello lo avevi dentro gli occhi. Grazie per esserci stato, così come eri, delicato e forte come una roccia. Oggi se ne va una parte di me. Ciao zambo, esploratore di poesia”.


Riproduzione riservata © 2017 TRC