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La Polizia di Stato di Bologna ha rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il terzo componente di una banda

La Polizia di Stato di Bologna ha rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto il terzo componente di una banda ritenuta responsabile di rapine seriali nei caselli autostradali. A metà luglio due rapinatori erano stati arrestati in flagrante dalla Polstrada mentre assaltavano il casello autostradale di Faenza della A14, nel Ravennate. Inoltre, due pregiudicati sono stati arrestati con l’accusa di furti sulle auto in sosta nelle aree di servizio autostradali. A finire in manette un giovane di 28 anni, fino a un paio d’anni fa dipendente stagionale della Società Autostrade e per questo motivo, secondo la Polizia Stradale di Bologna, era a conoscenza di informazioni utili a rapinare i casellanti: gli orari migliori per colpire, le modalità di servizio, i posti dove di solito sono conservati i soldi. Nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento di fermo dalla Procura, convalidato dal Gip, con l’accusa di aver partecipato a tre delle sette rapine commesse da marzo in avanti tra Bologna e la Romagna e che hanno fruttato circa 70mila euro: a Faenza, a metà luglio, erano stati arrestati in flagranza altri due rapinatori. Il 28enne è ritenuto il terzo e ultimo componente della banda. Al giovane gli investigatori sono arrivati grazie ai tabulati degli altri due. Sulla memoria del suo telefono è stata trovata la cronologia Google che lo posizionava vicino ai caselli al momento delle rapine. Oltretutto, i casellanti rapinati, quasi sempre legati con fascette da elettricisti, avevano riferito che i malviventi parlando fra loro utilizzavano anche termini tecnici, un aspetto che aveva fatto sospettare agli inquirenti la presenza di una ‘gola profonda’.


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