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Davanti all’ex caserma Masini si sono presentate le forze dell’ordine per lo sgombero di Labas, scontri con gli antagonisti

Già da ieri sera sui social girava il timore di uno sgombero, e questa mattina alle 7, in effetti, davanti all’ex caserma Masini si sono presentate le forze dell’ordine per lo sgombero di Labas, il collettivo che da 5 anni occupava l’edificio. Ad attendere gli agenti in divisa antisommossa una quarantina di attivisti, alcuni seduti davanti all’ingresso, altri all’interno. E quando la polizia ha detto ai manifestanti di andarsene sono iniziati i tafferugli. Gli antagonisti hanno gettato di tutto contro le forze dell’ordine, compresi petardi e fumogeni, e questi avrebbero risposto usando a volte il manganello e trascinando via di forza i manifestanti. Venti minuti di scontri, che poi da via Orfeo si sono spostati anche in piazza del Baraccano. Poi tutto è finito. Lo stabile è stato liberato. All’interno sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco per spegnere vari focolai: nel cortile gli esponenti del collettivo avevano dato alle fiamme alcune balle di paglia, provocando anche molto fumo. Labas denuncia manifestanti contusi, ma anche qualche agente avrebbe riportato lesioni. Negli spazi occupati Labas aveva avviato diversi progetti e attività sociali, dal dormitorio “Accoglienza Degna”, con 15 posti letto, a tanti laboratori tra cui “Labimbi”, pensato per i più piccoli, e ogni mercoledì il mercato biologico di “Campi Aperti”. E mentre alla Masini si scatenava la guerriglia, in via della Liberazione si è svolto un secondo sgombero, che riguarda un altro centro sociale, il laboratorio Crash. Nella struttura sono stati posti i sigilli senza colpo ferire, al momento dell’intervento, infatti, non c’era nessuno. Con gli sgomberi di Làbas e Crash è stata data esecuzione a tutti i sequestri pendenti su immobili occupati abusivamente a Bologna. Due anni fa erano infatti una decina le occupazioni in città.
Labas ha poi dati vita a una protesta davanti a Palazzo d’Accursio, mentre il Comune era presidiato dalle forze dell’ordine e il portone chiuso. Gli attivisti hanno ribadito la volontà di andare avanti, accusando il Sindaco Merola e l’amministrazione di non essere riusciti a trovare una soluzione in questi 5 anni per uno spazio per le attività sociali svolte nell’ex Caserma Masini. Gli attivisti hanno poi lanciato le prossime iniziative, già domani saranno davanti alla caserma sgomberata con il consuueto mercato “Campi Aperti” e il 9 settembre un corteo per riprendersi – dicono – Labas, lasciando un mese di tempo di fatto all’amministrazione per dare risposte.

 


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