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La sezione distrettuale del tribunale dei ministri di Bologna ha dichiarato l’estinzione per prescrizione dall’accusa di omicidio colposo.

La sezione distrettuale del tribunale dei ministri di Bologna ha dichiarato l’estinzione per prescrizione dall’accusa di omicidio colposo nei confronti di Claudio Scajola e Gianni De Gennaro per la mancata scorta a Marco Biagi, ucciso dalle Br nel 2002. Il primo ne rispondeva in qualità di ministro dell’Interno e autorità nazionale di pubblica sicurezza, il secondo quale capo della Polizia e direttore centrale di pubblica sicurezza. Si tratta dell’inchiesta bis del procuratore Roberto Alfonso e del Pm Antonello Gustapane sulla mancata scorta al giuslavorista, riaperta dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare gli appunti dell’ex segretario del ministro Scajola, Luciano Zocchi. La Procura aveva concluso l’indagine a fine febbraio, chiedendo al tribunale dei ministri di procedere nelle forme di rito all’interrogatorio di Scajola e De Gennaro, anche per sapere se intendevano o meno avvalersi dell’intervenuta prescrizione; era stato chiesto poi di disporre l’archiviazione per intervenuta prescrizione nel caso i due indagati non rinuncino; e di trasmettere gli atti alla Procura, con relazione motivata, per la loro immediata rimessione al presidente del Senato, qualora i due indagati rinunciassero alla prescrizione e il collegio ritenga di dover procedere. Secondo quanto appreso le difese di Scajola e De Gennaro non hanno fatto richiesta di interrogatorio ma si sono affidati a memorie scritte, senza esprimere volontà di rinunciare alla prescrizione. Prescrizione dichiarata quindi dal collegio del tribunale, che non sarebbe entrato nel merito. “Era la nostra richiesta”. E’ quanto si è limitato a dire il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. “La prescrizione consentirà agli indagati di non confrontarsi con la giustizia e con la realtà dei fatti.Mi limito a fare mia la considerazione della famiglia Biagi:per citare Jung, agli stessi soggetti coinvolti resta il doloroso e sofferente confrontarsi con le proprie coscienze”. Lo ha detto all’Ansa l’avvocato Guido Magnisi che ha assistito famiglia di Marco Biagi.


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