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Dimessosi lo scorso dicembre, Casari era stato accusato di collusioni con la cosca dal superpentito Antonio Iovine.

Dalle accuse del pentito Antonio Iovine all’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia: l’ex presidente di CPL Concordia Roberto Casari è ora ufficialmente iscritto nel registro, per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa. Il giro è quello della metanizzazione di sette comuni del casertano, in pugno alla fazione dei Casalesi guidata dal boss Michele Zagaria. I PM Sirignano, Maresca, Giordano e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli ipotizzano che CPL abbia ottenuto l’appalto proprio rivolgendosi alla cosca. Il 10 giugno dello scorso anno il pentito Iovine aveva accusato l’azienda di avere stretto rapporti diretti con Casal di Principe per lavorare in Campania, dove in effetti CPL era molto attiva. Il “gancio” un imprenditore di Casapesenna, così disse l’ex boss, che all’epoca parlò di un accordo – quello sul metanodotto – stipulato in breve tempo e nell’interesse di tutti, sottolineando però come un eventuale “no” da parte dell’azienda modenese avrebbe portato inevitabili conseguenze.
Da quelle accuse Casari si era difeso strenuamente, sostenendo di aver detto a suo tempo alla commissione Antimafia di essere pronto a ritirare personale e attrezzature se le cosche si fossero avvicinate al cantiere. All’epoca, tuttavia, nessun nome di CPL era iscritto nel registro degli indagati: ora c’è il suo, e l’ex presidente del gruppo – che si era dimesso lo scorso 27 dicembre – dovrà chiarire la propria posizione davanti alla Direzione Antimafia. L’azienda di Concordia è intervenuta sulla vicenda con un asciutto comunicato stampa, nel quale si dice certa che Casari possa dimostrare la propria estraneità, ma anche che l’azienda ha sempre lavorato nella massima trasparenza, e dicendosi fiduciosa nell’operato della magistratura.


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