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La procura di Modena ha aperto un fascicolo. La Cgil esprime cordoglio. Apmi: “L’azienda ha sempre puntato sulla sicurezza nel lavoro”.

C’è sconcerto e tristezza all’azienda Turchi di Marzaglia nuova per la morte di Ennio Morciano, l’operaio 42nne rimasto schiacciato in uno degli impianti della cava. I colleghi non hanno voglia di parlare, osservano il via vai degli esperti della medicina del lavoro che stanno cercando di capire cosa sia esattamente successo giovedì sera poco dopo le 18 nell’impianto adibito alla macinazione e al lavaggio delle pietre. Perchè soprattutto Morciano, esperto operaio addetto alla manutenzione e alla sicurezza degli impianti fosse entrato all’interno del macchinario, un enorme rullo attivato da ingranaggi circolari. Forse l’operaio è rimasto impigliato con gli abiti nella macchina ed è stato trascinato sotto il rullo o forse si è sentito male. Non è ancora chiaro se stesse facendo un controllo ordinario o se in effetti la macchina avesse dato segnali anomali e l’operaio fosse intervenuto per sistemarla. Di certo, hanno spiegato  alcuni colleghi, al momento del ritrovamento del corpo straziato l’impianto era ancora in funzione mentre in caso di difetti  la macchina si blocca automaticamente.  Il cantiere è piuttosto vasto e gli impianti distano diverse decine di metri l’uno dall’altra. Nessuno dei pochi colleghi ancora presenti a quell’ora ha sentito nulla, soltanto nel tardo pomeriggio si sono accorti dell’assenza prolungata di Ennio e sono andati  a controllare trovandosi di fronte a una scena terribile. La procura di Modena ha aperto un fascicolo.

Assieme alla solidarietà per i famigliari di Ennio Morciano e i suoi colleghi di lavoro, il sindacato edili Filca CISL sottolinea la necessità di “aumentare la formazione dei lavoratori” e “intensificare le visite nei cantieri da parte dei rappresentanti per la sicurezza territoriale” per evitare il ripetersi di episodi di tale gravità.
Cordoglio anche dalla CGIL vanno alla moglie e ai tre figli dell’operaio. “La precarizzazione e i ritmi troppo sostenuti di lavoro sono cause prime di infortuni, purtroppo anche mortali” attacca il sindacato. Intervine anche il presidente di Apmi Giovanni Gorzanelli a favore di “Un’azienda, la Turchi, che ha sempre fatto della sicurezza uno degli elementi distintivi. Anche per questo” conclude Gorzanelli, “ciò che è accaduto lascia ancora più attoniti”.


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