Ci sono importanti novità nelle indagini sul sabotaggio alle linee dell’alta velocità della Stazione di Santa Viola, che martedì scorso ha paralizzato la circolazione dei treni in tutto il nord Italia.

Tre o forse quattro persone che, nascoste dalla fitta nebbia nelle prime ore di martedì, si dirigono verso i pozzetti dove sono stati appiccati gli incendi che hanno distrutto i cavi di controllo dell’alta velocità, paralizzando la circolazione dei treni in transito attraverso il nodo di Bologna. Questa immagine, registrata dalle telecamere di sorveglianza installate alla Stazione di Santa Viola, è stata individuata ieri dagli investigatori della Digos di Bologna. Dopo avere passato al setaccio tutte le riprese, da un occhio elettronico posto nei pressi di un accesso del settore dell’alta velocità sono stati registrati i fotogrammi-chiave che ritraggono il gruppetto che si aggira sui binari e va verso i pozzetti circa 10 minuti prima dell’orario del sabotaggio. Come assicurato anche dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, dunque, le indagini per trovare i responsabili del rogo doloso che ha mandato in tilt la circolazione nel nord Italia, non si sono fermate neanche il giorno di Natale. Mentre la Digos continua senza sosta le ricerche, la Procura di Bologna per quanto ha già aperto un fascicolo a carico di ignoti. Il giorno dopo il sabotaggio, gli inquirenti sono stati impegnati anche in un altro caso: mercoledì pomeriggio il personale di vigilanza delle Ferrovie dello Stato, ha rinvenuto una tanica di liquido, probabilmente nafta, poco distante dai binari della linea dell’alta velocità MilanoBologna, in località Samoggia. Ad attirare l’attenzione della vigilanza, è stato un cancelletto di accesso lasciato aperto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Ferroviaria, della Digos e della Scientifica che ha eseguito i rilevamenti e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza. Fin da subito è stato importante capire se si trattava di un tentativo di nuovo sabotaggio, se la tanica era un oggetto dimenticato durante gli ultimi lavori di manutenzione o se si trattava di un furto di carburante. Gli investigatori si sono mostrati da subito molto cauti, lo stesso Giovannini ha affermato che “ogni ipotesi di collegamento con il sabotaggio di martedì, al momento, è privo di riscontro considerato anche che Samoggia dista 12 chilometri dalla stazione di Santa Viola”.


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