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La corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per il calabrese Rocco Varanzano che nel 2009 uccise il carabiniere Angelucci e venne fermato a Modena

E’ stata confermata dalla Corte di Cassazione la condanna a trentanni di reclusione per il muratore calabrese Rocco Varanzano l’uomo di 46 anni che il primo ottobre del 2009 uccise il maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci, di 36, forzando un posto di blocco in provincia di Foligno per poi darsi alla fuga a bordo di un suv rubato. Il maresciallo morì nelle prime ore del 2 ottobre dopo essere stato ricoverato in ospedale. Al militare è stata intitolata una caserma dei carabinieri a Colfiorito. Varanzano venne poi fermato, lo stesso 2 ottobre del 2009 a Modena; qui aveva vissuto per un periodo. La pattuglia della volante vide la Bmw nei pressi della stazione e iniziò l’inseguimento tra le strade di via Piave, viale Reiter e largo Garibaldi. Nelle fasi concitate, Varanzano aveva investito anche un agente di 29 anni, fortunatamente senza gravi conseguenze. A Modena era stato accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale; mentre dai magistrati di Perugia gli fu contestato l’omicidio volontario, il furto aggravato della Bmw con cui arrivò in città e la ricettazione di un’altra auto abbandonata durante la sua folle fuga. Oggi è arrivata la conferma della condanna. I supremi giudici hanno inoltre confermato il risarcimento delle spese legali in favore dei familiari del maresciallo Angelucci, del ministero della Difesa e del ministero dell’Interno.


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