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Ferrara, i carabinieri sono risaliti a 4 donne e un uomo, nomadi, che razziavano le abitazioni di anziani o di persone sole.

I carabinieri di Ferrara, dall’alba, stanno eseguendo 5 ordinanze di custodia cautelare emessi dal tribunale nei confronti di 4 donne e un uomo ritenuti i componenti di una banda specializzata in furti in abitazione. L’accusa è furto aggravato e ricettazione. Sono incorso anche 7 perquisizioni domiciliari a carico di altrettanti indagati per favoreggiamento. Si tratta, secondo gli inquirenti, di un gruppo composto da cittadini nomadi, in prevalenza donne che, nelle province di Ferrara, Rovigo e Padova, dal 2012, hanno messo a segno numerosi colpi scegliendo, preferibilmente, vittime anziane e persone sole. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti 2 arresti con il recupero di refurtiva. All’operazione, denominata ‘Porta a porta’ hanno preso parte complessivamente 50 carabinieri, col supporto delle unità cinofile del nucleo carabinieri di Padova ed un velivolo dell’elinucleo di Forli’.

 

Un anno di indagini, oltre 50 furti in case di anziani e truffe, tra Ferrara, Rovigo e Padova. Per i 5 arrestati, rubare e raggirare persone anziane sole e indifese era un lavoro. Le donne del gruppo uscivano di casa alle 8 del mattino, da due campi sosta stanziali e privati, in cui abitano, e dopo aver lasciato i bambini all’asilo, battevano le campagne. E qui sapevano dove rubare, spesso aiutati da basisti. In carcere sono finite, con un ordine di custodia del gip di Ferrara chiesto dal procuratore capo Bruno Cherchi, 5 componenti di una stessa famiglia: marito, moglie, due figlie e una nipote. Tutto era partito nell’ottobre 2012, dopo un furto sventato dalla vicina di casa di una anziana novantenne: da quel fatto sono partite indagini dei carabinieri che hanno contestato furti e truffe a Copparo, Berra, Tresigallo, Ro Ferrarese, San Martino di Vanezze (Rovigo), Monselice (Padova), Rovigo, Crispino (Rovigo), Adria (Rovigo), Occhiobello (Rovigo), Gaiba (Rovigo), Voghiera (Ferrara) e Stienta (Rovigo). Nelle case incustodite, in zone isolate, le donne entravano utilizzando chiavi o grimaldelli, senza far danni alle porte. Asportavano denaro e oggetti in oro, orologi preziosi ma anche vestiti e generi alimentari come damigiane di vino, salami, attrezzature da giardinaggio e animali da cortile. Sceglievano le case in cui erano presenti solo persone anziane oppure case non abitate temporaneamente.

 

 


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