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Soliera, ira di insegnanti e genitori perchè nessuno ha fatto nulla per evitare che la scuola, lesionata dal sisma, venisse saccheggiata.

Gli sciacalli hanno svuotato la vecchia scuola media “Sassi” di Soliera, ancora inagibile a causa del terremoto. E lo hanno fatto indisturbati, notte dopo notte, tagliando i cavi dell’impianto di allarme, senza che nessuno intervenisse, senza che nessuno se ne accorgesse. E hanno rubato gli strumenti musicali, i computer, fino al modernissimo laboratorio di lingue, che era stato recentemente realizzato grazie ad un finanziamento di 26.000 euro suddivisi tra Fondazione Cassa di Risparmio, Comune e Istituto Comprensivo. Insomma, tutto quello che non era stato possibile trasferire nella nuova sede provvisoria della scuola. La scoperta, tardiva, ha fatto infuriare insegnati e genitori: “non bastava il terremoto a ferire i nostri cuori – hanno detto – anche questo”. Ma non è solo con i ladri che se la prendono, anzi. Genitori e insegnanti puntano il dito contro l’amministrazione comunale che ha lasciato che l’edificio lesionato aumentasse il suo degrado giorno dopo giorno, ha lasciato che vandali e ladri entrassero senza problemi.

 

“Questi hanno prima letteralmente distrutto il campetto da basket esterno, poi hanno tentato più volte di introdursi nell’edificio, finché, favoriti dalla più assoluta mancanza di sorveglianza o di sistemi di controllo,  hanno tagliato i fili del sistema antifurto e sono entrati. Nessuno per settimane si  è accorto che l’allarme era stato messo fuori uso – scrivono in una nota – Come è potuto accadere? E ancora più grave è che i ladri si siano introdotti indisturbati per sere e sere all’interno della scuola senza che nessuno prendesse provvedimenti, anche dopo che le intrusioni erano state denunciate dalla scuola sia al Comune sia ai Carabinieri! Così, prima che qualcuno andasse a chiudere le finestre, i ladruncoli  hanno potuto tranquillamente portare a termine la spoliazione delle già esigue attrezzature della scuola. Chi le ricomprerà ora, visto che tutti lamentano un calo di risorse?”. Una denuncia chiara, che mostra la rabbia di chi ha tentato in tutto i modi di rendere, soprattutto per i giovani, più facile il ritorno alla normalità nel post sisma.


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