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E’ accaduto a una donna, ora ospite di amici. Pochi giorni prima caso analogo per una pensionata in ospedale. Si pensa a fatti organizzati.

Approfittano dei momenti di assenza dei regolari affittuari per entrare nelle case popolari e occuparle abusivamente. Forse i due casi bolognesi sono casuali e non collegati, ma gli investigatori cominciano a pensare che ci sia una sorta di passa-parola che favorisce il fenomeno. Venerdì la polizia è intervenuta in un appartamento in via Caduti di Casteldebole dove una donna di 33 anni, tornando da una vacanza, ha trovato la serratura cambiata e la casa occupata da una coppia con due bimbi piccoli. Gli agenti, vista la presenza di minori, non li ha allontanati forzatamente, anche perché i due dicevano che un bimbo stava male. L’affittuaria al momento è ospite da amici, ma ha fatto denuncia e i due adulti occupanti sono indagati per violazione di domicilio aggravata. La procura ha chiesto al Gip il sequestro preventivo dell’appartamento affinché questo torni alla donna.

 

Quando è arrivata la volante uno dei due adulti ha avvisato al telefono persone che gli inquirenti sospettano far parte di gruppi più o meno organizzati che da tempo nel bolognese protestano per il ‘diritto alla casa’. L’altro episodio è di tre giorni prima e riguarda una casa in via Martini, in affitto ad una donna di 87 anni, ricoverata in ospedale. Quando i parenti sono andati nell’appartamento hanno trovato segni di forzatura e due persone, che non volevano aprire; è stato chiamato il 113 e all’arrivo della polizia gli occupanti sono fuggiti. In entrambi i casi, nelle strutture Acer sono presenti altri appartamenti vuoti e occupati: il sospetto è che ci sia qualcuno che avverte quando un appartamento resta vuoto.


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