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Accusato di aver ucciso la badante russa e poi un venditore di bibite nel 2012 a Campegine, Alessandro Rizzi aveva scelto il rito abbreviato. Riconosciuto il vizio parziale di mente, che ha escluso le aggravanti

È stato condannato con rito abbreviato a 21 anni Alessandro Rizzi, 72 anni, accusato di aver ucciso la badante russa Alena Tyutyunnikova, 43 anni, e poi il venditore di bibite Fabio Artoni, di 44, il 15 giugno 2012 a Campegine, in provincia di Reggio Emilia. Il giudice del tribunale reggiano Antonella Pini Bentivoglio ha riconosciuto il vizio parziale di mente dell’imputato, difeso dall’avvocato Emilio Stagnini, e per questo ha escluso le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

 

Sarebbe stata la malattia a guidare la mano di Rizzi, che ha prima assassinato la badante, ha caricato il corpo sulla sua auto e poi si è diretto al bar di Campegine, dove ha assassinato anche Artoni. Il giudice ha riconosciuto una provvisionale di un milione e 400mila euro ai familiari, che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Vera Sala per i figli di Artoni; Federico De Belvis per la madre e il fratello di Artoni; Paolo Baracchi e Sergio Schepflin per i familiari della badante moldava. Il pm Maria Rita Pantani aveva chiesto l’ergastolo.


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