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Dopo la richiesta del gip di nuove indagini, la procura ha presentato una seconda richiesta di archiviazione dell’inchiesta.

Marzaglia, tutto regolare. Ancora un capitolo dell’ inchiesta su presunte irregolarità nella costruzione della pista di Marzaglia. Il pubblico ministero Claudia Natalini ha infatti chiesto l’archiviazione del caso che vede indagato il sindaco Giorgio Pighi. Un fascicolo che ancora una volta rimbalza tra Procura e Tribunale e sul quale non è ancora stata scritta la parola fine. Nel 2011 il procuratore capo Vito Zincani, non avendo riscontrato illeciti nella costruzione dell’autodromo, aveva infatti chiesto l’archiviazione del caso; conclusioni respinte nel mese scorso dal giudice per le indagini preliminari Gianluca Petragnani che aveva ordinato ulteriori indagini. Il fascicolo era così stato affidato a un altro magistrato che oggi per la seconda volta ne chiede l’archiviazione. Quasi una saga infinita quella della pista di Marzaglia, cominciata con un esposto di Italia Nostra depositato nel 2009. Secondo il movimento ambientalista vi erano state irregolarità nelle procedure adottate nella costruzione del circuito. In particolare Italia nostra considerava illegittima la transazione tra Comune e società concessionaria dell’opera e riteneva che l’impianto fosse in contrasto con il vincolo di verde pubblico vigente nella zona. Su queste ipotesi ha indagato la Procura acquisendo tutta la documentazione relativa all’impianto. Un massa enorme di carte che risalgono agli anni settanta quando l’allora sindaco Triva acquisì l’area con lo scopo specifico di costruirvi un autodromo. Progetto che poi attraversò giunte, passando nei meandri della burocrazia, tra piani territoriali, varianti e vincoli paesaggistici. Dentro quella carte però ancora una volta la Procura non ha evidenziato illeciti. Ora la parola passa di nuovo al Gip che dovrà accettare o meno la richiesta del pm.

 


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