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Si tratta di due pachistani, ritenuti fornitori dei pusher di strada di eroina che negli ultimi mesi ha provocato diverse overdose, anche mortali. Sono stati arrestati dai carabinieri di Bologna

I carabinieri della Compagnia Bologna Centro hanno arrestato due pachistani, ritenuti fornitori dei pusher dell’eroina bianca che negli ultimi mesi ha provocato diverse overdose, anche mortali, nella città emiliana. Fin qui erano finiti in manette spacciatori di strada, in prevalenza magrebini. “Adesso riteniamo di aver raggiunto un livello superiore nell’indagine”, ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna, Valter Giovannini, che insieme al pm Augusto Borghini coordina l’inchiesta dei militari sulla pericolosa droga.

 

I due arrestati, entrambi trentenni, regolari e residenti nel ferrarese, sono stati bloccati mercoledì sera all’uscita del casello autostradale ‘Bologna Interporto’. Muhammad Saqlain era appena stato a Milano a recuperare Atif Sahi Raza, tornato da un viaggio in Pakistan. Sottoposto ad un’ecografia, è emerso che questi aveva in corpo, importati dal paese asiatico, circa 400 grammi della sostanza, in una quarantina di involucri. Con una purezza del 97%, gli investigatori ritengono che un quantitativo simile di eroina possa trasformarsi in circa tredicimila dosi. I pachistani, che in Italia lavorano (Saqlain gestisce attività commerciali a Bologna), erano da un po’ di tempo controllati dai carabinieri. Dal passaporto di Raza è emerso che recentemente era stato tre volte in patria.


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