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Un disoccupato campano tormentava la ex da due anni: questa mattina si è presentato sotto casa sua nonostante il divieto di avvicinarsi alla donna.

La persecuzione era iniziata già due anni fa, quando la relazione e la convivenza era finita. Insieme avevano anche una figlia, ma nemmeno questo è bastato per rendere civile la separazione. Lui, un napoletano di 30 anni, disoccupato, non ne voleva sapere di chiudere e aveva iniziato a tormentare la ex fidanzata, prima al telefono, poi di persona, prima con minacce, poi con esplosioni di violenza, l’ultima davanti alla bambina di 6 anni. A quel punto la donna, spaventata, si è rivolta ad un’associazione che si occupa proprio di questi casi e ha così trovato la forza di sporgere denuncia. Il giudice aveva imposto all’uomo di non avvicinarsi a più di 500 metri dalla ex fidanzata e dai luoghi in cui si trovava. Ma non è servito: questa mattina si è presentato sotto la sua casa, e ha iniziato a urlare. Insulti, ma anche minacce, la donna ha quindi chiamato i carabinieri. I militari hanno arrestato il 30enne ancora in preda all’ira: in base alla nuova legge antiviolenza l’arresto in flagranza è obbligatorio. La procura ha poi disposto la traduzione in carcere del campano.


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