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Giudizio immediato davanti alla Corte di assise di Modena per i presunti mandanti della studentessa Vanessa Mussini, sequestrata il 7 febbraio dello scorso 2007

Il Gip di Bologna Mirko Margiocco ha disposto il giudizio immediato davanti alla Corte di assise
di Modena per Giorgio Arietto Pichetto, 67 anni e Luana Ganzerli, 55, accusati di essere i mandanti del rapimento di Vanessa Mussini, studentessa sequestrata il 7 febbraio del 2007. La Dda di Bologna (pm Francesco Caleca) contesta ai due il concorso morale nei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, minacce e lesioni personali.

Gli esecutori materiali del rapimento sono stati condannati in via definitiva: 11 anni e nove mesi ad Ignazio Nicolai,cinque anni e quattro mesi ad Arturo Micari, tre anni e quattro mesi per Vincenzo Campanile. La studentessa fu rapita dal terzetto mentre percorreva sulla sua automobile l’autostrada A1. Fu poi portata in una villa alla periferia di Carpi, mentre alla famiglia venne chiesto un riscatto di un milione di euro.

La giovane fu liberata dodici ore dopo il sequestro, quando ormai la squadra Mobile della polizia di Modena e la sezione criminalità organizzata di Bologna erano sulle tracce dei tre, che vennero arrestati nel giro di poco tempo. Per l’accusa, Arietto Pichetto e Ganzerli, all’epoca marito e moglie, sono i mandanti di un sequestro deciso come azione ritorsiva e intimidatoria nei confronti del padre di Vanessa, l’imprenditore Vanni Mussini, del quale Arietto Pichetto era socio e con il quale avevano controversie di natura economica. Sono accusati anche di essere mandanti di un’aggressione all’imprenditore e di minacce telefoniche, precedenti al rapimento della figlia.


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