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Si è concluso il processo che vedeva i due politici accusati di abuso d’ufficio. Il Gup Eleonora Pirillo ha deciso per l’assoluzione. La procura valuta l’appello

Stefano Bonaccini, segretario regionale del pd e l’assessore comunale Antonino Marino sono stati assolti con formula piena dall’accusa di abuso d’ufficio per la vicenda denominata Chioscopoli, legata a presunte irregolarità nella concessione del bar edicola al Parco Ferrari. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Eleonora Pirillo che ha così respinto la richiesta di condanna ad un anno formulata dalla Procura per i due politici modenesi.

 

Sentenza di assoluzione anche per l’ex dirigente comunale Mario Scianti. Prosciolti dalle accuse perchè il fatto non sussiste gli altri tre imputati, i due titolari del bar Claudio Brancucci e Massimiliano Bertoli e la dirigente comunale Giulia Severi, che avevano scelto il rito ordinario e per i quali la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio. Si chiude così una vicenda che ha fatto molto discutere e che poteva diventare lago della bilancia della politica modenese. Una vicenda complessa quella del chiosco del Parco Ferrari, cominciata nel 2003. Secondo l’accusa gli amministratori poi indagati, allora Bonaccini era assessore al patrimonio, avrebbero favorito la concessione del chiosco a Brancucci e Bertoli facendo pressioni sulla precedente titolare Achiropita Mascaro, la barista che fu poi trovata uccisa nel 2007 in un altro bar che aveva preso in gestione, vicenda questa slegata dal processo che si è concluso oggi.

 

Nell’inchiesta finì anche l’assessore ai lavori pubblici Antonino Marino in quanto successore di Bonaccini al patrimonio. Secondo la Procura non avrebbe controllato la regolarità dei documenti al momento del rinnovo della licenza nel 2008. Tutte accuse smontate dalla difesa degli amministratori pubblici, gli avvocati Massimo Vellani e Fulvio Orlando. “L’elemento più rilevante in assolutoè che il giudice ha assolto per insussistenza del fatto anche per il reato prescritto” ha commentato Vellani dopo la sentenza riferendosi all’ipotesi di turbativa d’asta. Ora la Procura attende di leggere le motivazioni della sentenza per decidere se ricorrere in appello.

TUTTO SUL CASO CHIOSCOPOLI 


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