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Confermata oggi dalla Corte di Appello di Bologna la condanna a 14 anni più tre da scontare in un ospedale psichiatrico per Dario Solomita, l’idraulico di Carpi che, ossessionato dalla gelosia, uccise nel 2011 la moglie Pina Caruso

14 anni di carcere più 3 da scontare in una struttura psichiatrica. La corte di appello di Bologna ha confermato così la condanna inflitta in primo grado a Dario Solomita, l’ idraulico 41enne di Carpi che nel marzo del 2011 uccise con sei coltellate la moglie Pina Caruso. Una sentenza che soddisfa i famigliari della donna, rappresentati dall’avvocato Miria Ronchetti. “Temevamo una riduzione della pena come richiesto dalla difesa – ha commentato il legale – ma i giudici hanno ritenuto di confermare la sentenza di primo grado”. Impossibile una pena più severa dal momento che l’appello era stato richiesto solo dalla difesa dell’imputato e non dal pubblico ministero. Nessuna ulteriore concessione dunque nei confronti dell’uomo, reo confesso al quale era stato riconosciuto un vizio parziale di mente. Una perizia da sempre molto contestata dai famigliari di Pina che lessero nell’esito psichiatrico una giustificazione all’efferato delitto. Un omicidio, quello di Pina Caruso, che scosse profondamente Carpi dove la donna lavorava come dipendente comunale. Una tragedia nata da una gelosia ossessiva che opprimeva Dario Solomita. Un sentimento che si era acutizzato dopo aver visto la moglie parlare in strada con un ex fidanzato, una storia finita 20 anni prima. Da allora l’uomo aveva cominciato a spiare la donna, era arrivato addirittura a montare in casa una webcam per registrare tutto quello che lei faceva in sua assenza. Una escalation di ossessione e follia culminata una mattina di marzo. Durante una lite Dario Solomita colpisce a morte la moglie mentre nella cameretta dorme la loro figlia di nove anni


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