in:

Forlì. I due erano riusciti a convincerlo di poter produrre banconote con uno speciale acido.

I primi due camerunesi hanno fatto credere a un ventisettenne imprenditore cinese titolare di un compro-oro di Forlì di potere moltiplicare banconote con una mistura a base di uno speciale acido rossastro. E’ così che sono riusciti a sfilargli in due tranche un totale 20 mila euro lasciandogli in cambio un pacco vuoto con la promessa di non aprirlo perché era da lasciare riposare. Poi hanno finto che uno di loro era stato arrestato dai carabinieri per farsi dare dal cinese altri 2.000 euro per l’avvocato. Infine gliene hanno chiesti altri 5.000 per ritirare una bottiglia di acido che avrebbe definitivamente sistemato tutti i suoi contanti. Ma quando nel tardo pomeriggio di ieri alla stazione di Faenza, nel ravennate, si è presentato il terzo camerunese per la consegna, c’era anche la polizia che lo ha arrestato per truffa. Si tratta di un quarantunenne che abita a Bologna, con precedenti di polizia e impegnato come autista per una ditta di consegne. Tutto si è innescato a inizio mese quando il cinese è stato agganciato dai due camerunesi poi fuggiti con il suo danaro. Uno dei due africani, che parlava il cinese, gli ha proposto di comprare oro direttamente dal Sudafrica per pagarlo di meno. Una volta conquistata la fiducia dell’altro, con tre banconote gli ha mostrato un sedicente metodo in grado di moltiplicare i biglietti. L’imprenditore ormai convinto ha consegnato i primi 10 mila euro. Ma una volta immersi nella pozione, i soldi si sono tinti di rosso. I due hanno spiegato che dipendeva dalla concentrazione dell’acido – troppo alta – e che perciò occorreva diluirla mettendo altri 10 mila euro. E così l’uomo ha fatto. A quel punto, insospettitosi, si è però rivolto a un poliziotto di Forlì suo conoscente. E quando è stato di nuovo contattato, è scattata la trappola con gli agenti delle squadre Mobile di Ravenna e Forlì. Il quarantunenne – che con l’avv.Maria Gandolfo ha patteggiato 9 mesi e 400 euro di multa con pena sospesa – in mattinata davanti al giudice Corrado Schiaretti ha raccontato di essere stato agganciato in un mercato bolognese da quei due connazionali mai visti prima. E di avere ricevuto la proposta di consegnare a Faenza quella bottiglia con il liquido rosso, poi sequestrata, in cambio di 500 euro.


Riproduzione riservata © 2018 TRC