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Giovanni Preziosa, che guidava il commissariato San Viola, è accusato di corruzione e peculato, la procura avrebbe chiesto di saltare l’udienza preliminare.

Giudizio immediato per Giovanni Preziosa: lo avrebbe chiesto la procura di Venezia per fatti risalenti a quando il funzionario di polizia guidava il commissariato Santa Viola di Bologna. Lo scorso 3 settembre è stato arrestato con l’accusa di corruzione, peculato, accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio. Lo stesso decreto è stato notificato anche all’imprenditore Manuele Marazzi, arrestato con il poliziotto, ora sospeso. Per Pm e Guardia di finanza veneti, Preziosa, che fu anche assessore della giunta bolognese guidata da Giorgio Guazzaloca, avrebbe fatto favori all’ex amministratore delegato del colosso delle costruzioni Mantovani, Giorgio Baita, coinvolto in una indagine, per denaro. Avrebbe cioè rivelato informazioni riservate, carpite da data base del ministero dell’Interno, in cambio di 162mila euro. Il giudizio immediato è un rito che prevede di saltare l’udienza preliminare, e la prima udienza del processo è fissata per il 13 gennaio. Preziosa, difeso dall’avvocato Alessandro Pellegrini, si è sempre detto innocente.


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