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In 19 casi di denuncia agli attivisti è stato contestato il reato contro la libertà economica e di danneggiamento di prodotti per le manifestazioni

Sono 160 tra facchini, attivisti del Crash e sindacalisti dei Cobas, gli indagati dalla Procura di Bologna per i blocchi di diversi stabilimenti partiti a maggio nell’ambito diella vertenza con la Granarolo. Di tutti i procedimenti si sta occupando la pm Antonella Scandellari. “I blocchi selvaggi- dice il procuratore aggiunto Valter Giovannini- sono un reato che danneggia prima di tutto i lavoratori perché con queste premesse è impossibile concludere accordi ragionevoli per tutti”. Gli indagati dovranno rispondere di violenza privata e blocchi stradali. La Digos aveva fatto il punto delle denunce qualche settimana fa: in tutto 179 (ma mancano i blitz più recenti), alcune delle quali alle stesse persone, per violenza privata e per il rifiuto di fornire le proprie generalità. In 19 casi di denuncia, invece, agli attivisti è stato contestato il reato contro la libertà economica e di danneggiamento di prodotti per le manifestazioni alla Coop Lame in cui sono stati presi di mira i prodotti Granarolo. Ieri l’ultimo picchetto, all’Interporto, è stato sgomberato con una carica dalle forze dell’ordine. I manifestanti hanno promesso di vendicarsi sabato, quando ci sara” un corteo promosso dai Cobas.


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