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Dieci persone in manette: sono ritenute responsabili di 43 colpi tra Modena, Reggio Emilia e Parma. L’indagine dei carabinieri.

Sono ritenuti responsabili di 43 furti compiuti nelle zone di Parma, Reggio Emilia, Modena e Massa. Questa mattina i carabinieri della compagnia di Parma, insieme ai colleghi reggiani, hanno concluso una inchiesta avviata dalla stazione di Neviano degli Arduini. Dieci le persone finite in manette: sette sinti, residenti in due campi nomadi del reggiano, e tre cutresi. Per tutti le accuse sono di associazione a delinquere e furto aggravato. Si erano specializzati in casseforti e utilizzavano sempre l’identica dinamica dei colpi, messi a segno in uffici postali, supermercati e case private. Neutralizzavano gli impianti d’allarme utilizzando la schiuma, poi forzavano una finestra ed entravano. Una volta individuata la cassaforte, la tagliavano con un flessibile, rubando contanti e gioielli. In almeno un paio di occasioni si sono impossessati di pistole che hanno trovato e poi rivenduto.

 

 

Proveniva da uno dei furti in abitazione messi a segno della banda arrestata questa mattina dai carabinieri di Parma la pistola impugnata da Giuseppe Mayer, 61 anni, durante un tentativo di rapina a una gioielleria avvenuto a febbraio 2011 a Portile. La squadra mobile di Padova stava seguendo i rapinatori e, davanti alla gioielleria, gli agenti intimarono l’alt. Mayer mise la mano alla pistola, la polizia sparò e il 61enne morì. Da quello che è emerso dalle indagini, la pistola di Mayer sarebbe stata rubata in un’abitazione di Neviano degli Arduini, a Parma, furto da cui sono partite le indagini che hanno portato agli arresti eseguiti dai carabinieri di Parma e Reggio Emilia.


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